Toscanelli ( 1397-1480 Fiorentino ) visse in diretta il terremoto culturale che avvenne sotto Cosimo de Medici. Arrivarono, da Costantinopoli, preti e il loro bagaglio di studi sulla Grecia Antica. Nel 1453, con la caduta di Costantinopoli, si assiste ad un nuovo afflusso di dotti greci verso l'occidente e giunse in Italia l’opera Geographia di Tolomeo. Con 27 tavole si potevano ricostruire i 180° di superficie terrestre fin oltre l’Equatore. Dal 1450, mi dispiace per gli Addetti che hanno prestato poca attenzione, a Genova erano già riprodotti dei planisferi che univano la Charte Portolane con l’Asia di Marco Polo. Qualcosa di simile era già stato realizzato il secolo precedente con l’Atlante Catalano. Le carte genovesi vengono presentate come conseguenza degli studi del Toscanelli. Bisognerebbe dimostrarlo.
Vedere sull’argomento :
http://www.arcetri.astro.it/~ranfagni/CD/C...TI/TOSCNLLI.HTMIl tempo di capire che la Terra era una sfera e come distribuire le varie terre sui meridiani e sui paralleli che Toscanelli ebbe il lampo di genio: per raggiungere il Catai bastava navigare verso Occidente. Marino di Tiro, ricordato da Claudio Tolomeo, aveva detto che la massa delle terre emerse dall’inizio dell’Africa alla fine dell’Asia era di 225°. Si deduceva che per raggiungere l’Asia restavano 135° di Oceano da superare. Però c’era da prendere in considerazione le varie isole che si erano ipotizzate in questo Oceano. I Veneziani avevano segnalato Antilia e Satanazer. Marco Polo aveva detto che a 1.650 miglia dal Catai c’era Cipangu… e isole più grandi.(La flotta del Gran Kan fu distrutta e i superstiti cominciano a girovagare sulle altre isole. Una più grande di Cipangu. ) Marco Polo ha sbagliato solo la distanza. Quindi con un paio di soste in queste isole si poteva tentare la traversata. Inoltre, se la terra era una sfera, i 135° sull’equatore potevano corrispondere a un certo numero di miglia ma se si saliva come latitudine quelle distanze cominciavano a diminuire notevolmente. Bastava avere un globo davanti per capire che gli anelli dei paralleli si restringevano con la salita verso il Polo. Le teorie del Toscanelli arrivarono fino alla corte portoghese. Ci fu uno scambio epistolare nel 1474.
E qui entra in ballo tale Cristoforo Colombo e i suoi biografi : il figlio Ferdinando e Las Casas che testimoniano di avere visto questa corrispondenza nelle carte dell’Ammiraglio. Finalmente, nel 1860, si è chiarito il mistero : sono saltate fuori due lettere del Toscanelli indirizzate a Colombo; scritte in Latino. ( da : Historia rerum ubique gestarum – di Enea Silvio Piccolomini o Papa PioII ) Così scriveva Toscanelli :
- Firenze 1480. A Cristoforo Colombo saluti da Paolo (Toscanelli) medico.
Mi fa piacere conoscere il tuo nobile e forte desiderio di raggiungere i paesi dove si coltivano le spezie. Per questo, in risposta alla tua, ti mando copia della lettera che alcuni giorni fa ho inviato a un mio amico, servitore di Sua Altezza serenissima il Re del Portogallo, prima delle guerre con la Castiglia. Costui mi aveva inviato una missiva sull’argomento per ordine di Sua Altezza. Il testo della mia lettera era il seguente: “ A Ferdinando Martins, canonico lusitano,….
Ho avuto altre volte l'occasione di parlare con te della rotta marittima per raggiungere la regione delle spezie, che è un percorso molto più breve di quello che voi fate costeggiando la Guinea (Africa occidentale). Tu mi dici ora che Sua Altezza vorrebbe da me una dichiarazione o una dimostrazione per rendere possibile anche a persone di media cultura di capire e intraprendere questo cammino. Io potrei fare ciò tenendo una sfera in mano e indicando a Sua Altezza com'è disposto il mondo. Ma per rendere la cosa più facile e più accessibile ho deciso di dimostrare a Sua Altezza la possibilità di intraprendere questa rotta indicandogliela su una carta simile a quelle che si usano per la navigazione. La carta l'ho fatta e disegnata di mia mano e in essa vi è indicata tutta la regione più occidentale finora conosciuta ed esplorata del mondo dall'Irlanda fino alla parte più meridionale della Guinea. Vi sono pure indicate tutte le isole che si incontrano seguendo la rotta. Davanti a queste isole, sulla linea retta che porta a ponente, è indicato l'inizio della regione delle Indie con le isole e i luoghi dove, seguendo la rotta da me indicata, si può arrivare. La carta mostra pure a che distanza bisogna mantenersi, durante la traversata, dal polo artico e dalla linea equinoziale (Equatore) e quante miglia bisogna percorrere per giungere alle terre fertilissime delle Indie dove si coltivano tutti i tipi di spezie e dove si trovano tutte le specie di gemme e pietre preziose.
Non meravigliarti se io chiamo Ponente il paese dove si coltivano e si producono le spezie e che comunemente viene indicato come Levante. Infatti tutti coloro che navigheranno in direzione di ponente questi luoghi se li troveranno sempre a ponente; coloro, invece, che andranno via terra in direzione di levante se li troveranno sempre a levante. Le linee rette orizzontali della carta indicano la distanza esistente da ponente a levante; le linee verticali indicano fa distanza esistente da nord a sud.
Ho annotato anche nella carta, per maggiore informazione dei navigatori, alcune località dove nel corso della traversata si potrebbe casualmente arrivare. Se, cioè, trasportati dal vento o dalle correnti giungessero in luoghi diversi da quelli in cui pensavano di approdare, i marinai saranno in grado di mostrare agli abitanti che sono a conoscenza dell'esistenza della loro terra e questo farà a essi certamente piacere. Sappiate che tutte queste isole sono abitate e frequentate soltanto da mercanti; e che c'è, lì, un'enorme quantità di marinai con le loro mercanzie: soprat¬tutto nel famoso porto di Zaiton, dove si dice che ogni anno attracchino cento grosse navi cariche di pepe, oltre alle molte altre imbarcazioni che trasportano altri tipi di spezie. Non c'è nessun altro luogo del mondo dove si registra un traffico portuale come quello di Zaiton. Questo paese è popolatissimo e ricchissimo ed è suddiviso in un numero sconfinato di provincie, regni e città sotto il dominio di un grande principe che si chiama Gran Khan, nome che in latino significa "re dei re…..Firenze 25 giugno 1474
( solo un paio di giorni prima.. del 1480 )P.S. dalla città di Lisbona in linea retta verso ponente sono indicati nella carta 26 (ventisei) spazi, ciascuno di 250 miglia, fino all’illustrissima città di Quinsai. Questa città è situata nella provincia di Mango, vicina alla provincia di Catai. Dall’isola di Antilia, che tu conosci, fino all’isola di Cipango ci sono 10 spazi (dieci)…
Ottima spiegazione. Toscanelli ha detto che potrebbe spiegare il tutto con un sfera in mano. Però, per spiegarlo a chi ha poca cultura, dice di aver disegnato una carta dove la distanza tra Lisbona e il porto di Quinsai è stato diviso in 26 spazi. Ogni spazio misura 250 miglia ( se 4 miglia danno una lega in ogni spazio ci sono distanze di 62,5 leghe ).
Colombo arrivò in Portogallo nel 1479.
Sull’autenticità delle lettere c’è molta letteratura.Delle carte non c’è traccia. ( A tutto c’è sempre rimedio. )
Nel 1894, se non leggo male la data, H.Wagner ha ricostruito la carta del Toscanelli.
Come modello ha usato la carta di Alessandro Zorzi, che si trova a Firenze, dalla quale ha preso l’Asia sulla sinistra. Da Grazioso Benincasa ha ripreso la zona Iberica del portolano e ha terminato l’Africa, fino all’Equatore, con i profili di Tolomeo. Ottimo lavoro. Lo spazio tra le Coste Cinesi e Lisbona è stato suddiviso in 26 parti. C’è una scala graduata, che fa da cornice, con settori di 5° dove si evidenzia che i 135° gradi di Oceano sono diventati solo 90.
Toscanelli ha scritto:- ho deciso di dimostrare a Sua Altezza la possibilità di intraprendere questa rotta indicandogliela su una carta simile a quelle che si usano per la navigazione-… ( cioè un bel portolano con una zona delimitata da 26 settori. Che combinazione! )
Chi la propone dovrebbe evitare di scrivere a caratteri cubitali : CARTA DEL TOSCANELLI. Poi, con la lente di ingrandimento, si legge H.Wagner 1894. Uno, con poca cultura, potrebbe pensare che sia saltata fuori anche la carta vera del Toscanelli.
Poi si dovrebbe evitare di collegare “quelle carte genovesi” con Toscanelli. Se esistono carte ispirate dagli studi del Toscanelli bisogna cercarle a Firenze dove non mancavano i cartografi e le tipografie. Toscanelli aveva degli interlocutori all’altezza di capirlo e di riportare sulle carte le sue teorie. Toscanelli era uno scienziato. Non avrebbe parlato di ricchezze ma avrebbe riempito il foglio di formule. Non avrebbe messo i dati utili dopo il P.S. Non credo che la conformazione “a pera” della Terra sbandierata da Colombo sia stata ispirata dal Toscanelli.
Credo invece nei lavori dei vari Rosselli e alle loro proiezioni ovali.