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Q.Ennio: un centurione cagliaritano ? .
view post Posted on 14/8/2009, 21:38Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/12/2009, 13:22


Nel 241 ebbe termine la Prima Guerra Punica. Cartagine ha un nuova guerra da combattere: quella contro i propri mercenari. I mercenari cartaginesi avevano occupato anche l’isola della Sardegna (sant’Antioco) e avevano massacrato tutti i Cartaginesi. Poi entrarono in conflitto con i Sardi e furono scacciati in Italia. I mercenari invitarono i Romani in Sardegna e, qui, termina Polibio.

Nel 235 venne in Sardegna il Console Tito Manlio Torquato.. ( Zonara... mancano i libri di Livio)

Seguita Polibio (siamo nel 229) … i Romani sconfissero gli Illiri e queste furono le circostanze che li videro passare per la prima volta in Illiria e nelle zone circostanti e ci furono i PRIMI rapporti diplomatici non le popolazioni della Grecia. I Corinzi li ammisero a partecipare ai Giochi di Corinto.

Quindi il trattato del 237 con Seleuco ….. puzza .
Roma è stata invitata in Sardegna dagli Iliesi ? Roma ha riconosciuto la status di popolo latino a quest’ultimi ? Erano stanziati nel zona del Nuorese dove si parla… latino ancor oggi.
Iliensibus quasi Romanae gentis ...

Edited by diSognatore - 5/10/2009, 19:47
 
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view post Posted on 24/8/2009, 11:17Quote

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Era l’anno 174 aC.
Nel tempio della Madre Mutata fu apposta questa targa: - Sotto il comando e gli auspici del console Tiberio Sempronio Gracco, la Legione e l’Esercito del popolo Romano hanno sottomesso la Sardegna. In quella zona di operazioni furono uccisi, o fatti prigionieri, ottantamila nemici. Dopo aver ottenuto un grandissimo successo durante il suo mandato, dopo aver liberato gli <alleati> , dopo aver ristabilito il sistema dei tributi riportò in patria l’esercito sano e salvo ricchissimo di bottino. Fece ritorno a Roma riportando il suo secondo trionfo.-
La targa aveva la forma della Sardegna e recava dipinte le scene delle battaglie.
Questa volta i Romani fanno le cose seriamente: occupano, veramente, tutta l’Isola.
Cosa era successo ?
Roma ha sconfitto Annibale e Cartagine, ha sconfitto Filippo di Macedonia e Antioco padrone di mezzo mondo. Roma sta sconfiggendo e deportando i Liguri. Si rispediscono a casa i Galli che valicano le Alpi. Ci sono gli eserciti pronti per Perseo figlio di Filippo.
Cosa ha costretto gli Iliensi a far uscire anche i Corsi dall’alleanza con Roma e a finirla con una guerra ? Semplice ( e mi dispiace per gli storici) : su Roma si susseguono diverse pestilenze.
Come rimediano i Romani ? semplice. Si consultano i libri Sibillini, si immolano vittime e si fanno sfilare in processione gli uomini con più di dodici anni con corone di alloro in mano.
In Sardegna gli Iliensi devastano ( bruciano) le campagne ma evitano ogni contatto con le città e con l’esercito romano colpito dalla peste e che non poteva assolutamente combattere.
Detto in parole povere si chiamerebbe cordone sanitario. Livio ( e i Romani) non sono in grado di capire il comportamento degli Iliensi. Stessa cosa era successa nel 405 quando Imilcone (per me Malco) aveva l’esercito decimato dalla peste. I Sardi non gli permisero di rifornirsi in Sardegna. Malco ( Imilcone – M L K ) venne con l’esercito già decimato e fu sconfitto in una pesante battaglia.
Ritorniamo al 174 aC. In quel periodo furono rinvenuti 14 libri di Numa Pompilio. Furono letti per verificarne il contenuto e… bruciati perché contrari alla religione romana.

Per difendersi dalle incursioni degli Iliensi e dei Bàlari.. a Tharros venne edificata cinta muraria in..basalto.
Sarebbe la muraglia di MURRU MANNU. Poveri Romani. Chissà perchè solo a Tharros. Questo non l'ho mai capito.


Altra dolente nota per gli storici:
E’ il 173. Il console Lucio Postumio si era recato in forma privata a Prenestene. Fu ignorato.
Alla successiva visita pretese gli onori che spettavano a un Console. E da quel giorno gli Alleati iniziarono a sostenere le spese di mantenimento dei funzionari romani. E prima ?
Ogni Magistrato era rifornito di animali , tende ed equipaggiamento militare da Roma. Usufruiva solo dell’ospitalità dei privati cittadini. Gli Alleati non sostenevano altre spese.
Catone, per ritornare in Sardegna e sulle favole, alloggiava nella tenda; non gravava in nessun modo sulle finanze degli Alleati. Tutto qui.

Edited by diSognatore - 5/10/2009, 19:54
 
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view post Posted on 24/11/2009, 17:56Quote

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Secondo Robert Graves ( I miti greci) Neottolemo portò con se Enea, come schiavo, dopo la presa di Troia. Le altre versioni vengono bollate, dall’autore, come favole. Non prende assolutamente in considerazione la versione italica che vede Enea, dopo molte peregrinazioni, giungere, infine, nel Lazio dove fondò la città di Lavinia. Caduto, poi, in battaglia ascese in cielo.
Diodoro Siculo conferma la venuta di Enea in Italia che, passando per Erice, lasciò molte offerte nel tempio di Afrodite Ericina.
Pausania, vissuto dal 110 al 180 dC, nel suo Periegesi della Grecia raccolse notizie storiche, intorno ad un itinerario geografico, verificando di persona: l’esperienza diretta prima di tutto.
Questo ci ha testimoniato : Quando fu distrutta Ilio , altri troiani e (oltre) quelli che si erano salvati con Enea , fuggirono via. Una parte di loro spinta ( a caso ) dai venti verso la Sardegna si unirono ai greci che già ci abitavano Egli [ il soggetto sembrerebbe Enea ] impedì che gli stranieri (che già erano in Sardegna) portassero guerra ai Greci e ai Troiani ; infatti in tutti i mezzi di guerra ( armamenti ) erano pari e il fiume Tyrso, scorrendo nella parte centrale della regione con diritto perfettamente uguale per loro , offre ad entrambi motivo di temere gli attraversamenti.
C’è qualche problema con la resa in italiano del testo di Pausania ma una cosa è chiara: un gruppo di Troiani è finito in Sardegna. Vengono ricordati da MOLTE fonti come Iliensi. Non sono fantasie.
Hanno la stessa designazione che si ritrova con il popolo che viveva sotto le mura di Ilio: Iliensi.
Storicamente sono presenti. Sono tutti bravissimi a scrivere libri sugli Shardana sardi. Sui Tirseni sardi e sui vari legami con gli Etruschi e i Lidi …idem; ma sul secondo gruppo di Troiani presenti sulle nostre terre c’è silenzio. Si parla, solo, del gruppo che si mischiò agli aborigeni laziali e diede vita al popolo dei Latini. Roma deteneva l’egemonia sui Latini (ex Troiani) nel Lazio; sulla Sardegna aveva l’egemonia Cartagine. Qualche vetusto trattato ci doveva essere. Con l’incendio di Roma del 389 tutti i documenti scritti andarono persi. Se si rilegge il testo del trattato del 348 (primo di Polibio) tenendo presenti i due gruppi di Latini ( ex troiani) credo che lo si capirebbe meglio. Roma rivendicò, poi, anche l’egemonia anche sulla Sardegna. Come poteva Roma rivendicare la stessa egemonia che aveva, già, sui Latini laziali ?
Siamo dopo la Prima Guerra Punica che terminò nel 241; le due potenze avevano stipulato un trattato che parlava di tutto ma non c’era nessun accenno alla Sardegna. Scoppiò, poi, la rivolta dei mercenari che avevano combattuto per Cartagine: volevano i soldini promessi. Tra una carneficina e l’altra si arrivò alla fine nel 238. I mercenari, in Sardegna, si erano divertiti a torturare e crocifiggere i Cartaginesi. Polibio termina il suo racconto ricordandoci che i mercenari invitarono i Romani in Sardegna. Arrivò il primo Tiberio Sempronio Gracco che si fece un bel giretto in santa pace. Cartagine era furente; quella era una violazione agli accordi. Roma aumentò la tassa a Cartagine e rivendicò anche l’egemonia sulla Sardegna.
E salta fuori il trattato tra gli Iliensi e i Romani del 237.
Non tutti i Sardi erano favorevoli ai Romani. Neanche i Corsi; i Fasti Trionfali lo testimoniano.
Poi scende il silenzio sulle vicende sarde. Bisogna aspettare Annibale e Canne e… Ampsicora.
Anche gli Iliensi si ribellarono nel 178. Ritornò il secondo Tiberio Sempronio Gracco.

Credo che il trattato con gli Iliensi fu revocato. Qualche furbo deve averlo riproposto all'imperatore Claudio; come ci ha ricordato Svetonio.

 
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view post Posted on 7/12/2009, 20:40Quote

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Siamo nel 230 a.C. I Galli Insubri e quelli Boi invitarono i loro fratelli che stavano dall’altra parte delle Alpi, i Gasati, a fare un bel mucchio per andare a fare la solita puntatina su Roma. Tutto raccontato da Polibio. Nel 229, consoli Lucio Postumio e Gneo Fulvio, Roma ha problemi con la regina Teuta degli Illiri. Roma impose la sua pace e, per la prima volta, ebbe contatti diplomatici con i Greci e nel 228 fu ammessa ai giochi di Corinto. E i Galli partirono. Roma era nel terrore. In Spagna era morto Amilcare Barca e il comando era passato ad Asdrubale. I Cartaginesi si stavano allargando troppo nella Penisola Iberica. Nel 226 tra Asdrubale e Roma fu stipulato un patto: i Cartaginesi non dovevano superare in armi il fiume Ebro. Roma, adesso, si dedica tutta all’invasione dei Galli. Si preparano gli eserciti. Si fanno le liste per gli eserciti futuri. Si avvisano tutti gli alleati di tenersi pronti.
( Polibio ha un altro stile per raccontare gli eventi…sicuramente).
E siamo nel 225; consoli Lucio Emilio Papo e Gaio Atilio Regolo. Il console Lucio Emilio fu mandato a Rimini e, un pretore, fu mandato in Etruria: Roma non sa da quale parte sarebbero arrivati i Galli. Purtroppo passarono in Etruria e distrussero Chiusi. Il Pretore si gettò all’inseguimento e, al primo scontro con i Galli, si ritrovò su una collinetta con l’esercito decimato.
Il console Lucio Emilio arrivò giusto in tempo per formare un unico esercito per affrontare i Galli.
I Galli si guardarono in faccia, guardarono il bottino in loro possesso, e decisero che era meglio tornare a casa. Nel frattempo il console Gaio Atilio Regolo era sbarcato a Pisa. Casualmente era in Sardegna.
Polibio non ci dice il motivo di quella puntatina in Sardegna. Gli storici moderni non hanno dubbi: Gaio Atilio Regolo era andato a domare la solita ribellione dei Sardi.
Qui non sono d’accordo. Questa interpretazione non mi convince. Non si manda un esercito consolare completo per domare una ribellione dei Sardi con i Galli in arrivo. Polibio stesso non sa cosa ci facesse il console in Sardegna. Sarebbe bastato il solito pretore.
Le ipotesi possibili sono due: o in Sardegna c’era un esercito consolare pronto per la Spagna ma, dopo il trattato con Asdrubale, fu riportato a casa. Vista l’urgenza doveva essere già a Roma da qualche tempo. I tempi impiegati mi rendono perplesso.
La seconda ipotesi … mi stuzzica parecchio. E se il Console fosse venuto direttamente a tenere la leva in Sardegna ? Il tempo di formare le legioni e via per Pisa. Giusto in tempo per prendere in mezzo i Galli a Talamone ? La ribellione dei Sardi sarebbe saltata fuori, in qualche modo, nei libri di Livio o di qualche storico del periodo.
 
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view post Posted on 9/12/2009, 23:01Quote

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Ho cercato di mettere a fuoco il periodo e gli eventi che Polibio descrive nel libro II ( 23…27…).
Quando i Galli varcarono le Alpi il console Gaio Atilio Regolo era in Sardegna con le sue legioni.
Nessun errore. Il primo pensiero è andato al controllo dei fatti in Spagna. Per i Cartaginesi non va bene; Roma avrebbe dovuto mandare Consoli ed eserciti già da diversi anni. Invece l’esercito era in Sardegna dopo il trattato con Asdrubale. Asdrubale era un diplomatico. Stringeva alleanze con la diplomazia e non con gli eserciti. Che Roma avesse un Console, con le legioni, in Sardegna nel 225 per prevenire un’aggressione del cartaginese Asdrubale… non mi convince.
Polibio è chiarissimo: il Console era in Sardegna quando i Galli varcarono le Alpi. Non dice altro.
Si possono fare solo delle ipotesi sul perché. Affermare che il Console era venuto a domare l’ennesima rivolta dei Sardi… mi è sembrata grossa, talmente grossa, che valeva la pena evidenziarla.
Questo è un altro piccolissimo tassello di Storia Sarda poco chiaro.
C’è una particolarità, in questo periodo, da tenere d’occhio. Roma sta facendo la conta delle forze totali, su cui può contare, per fronteggiare i Galli. Nei vari interventi nel Forum ho riportato che in Sardegna c’erano alleati di Roma. Abbiamo visto Ampsicora e Cartaginesi devastare le città degli alleati di Roma. Abbiamo visto Catone portare a zero le spese di mantenimento degli alleati. Abbiamo visto Tiberio Caio Sempronio liberare gli alleati . Ma chi erano questi alleati che Roma aveva in Sardegna ?
Torniamo al 225. C’è tutto l’elenco degli alleati e soci. Forze che si troverà, tra poco tempo, a fronteggiare un certo Annibale.
Sabini e Tirreni 50.000 fanti e 4.000 cavalieri.
Umbri e Sarsinati 20.000 uomini.
Veneti e Gonomani 20.000 uomini
Latini 80.000 fanti 5.000 cavalieri
Sanniti 70.000 fanti 7.000 cavalieri
Iapigi e Messapi 50.000 fanti e 16.000 cavalieri
Lucani 30.000 fanti 3.000 cavalieri
Marsi, Marrucini e Frentani 20.000 fanti e 4.000 cavalieri
La massa dei Romani e dei Campani ammontava a 250.000 fanti e 23.000 cavalieri.
Domanda :- Gli Alleati che erano in Sardegna … chi erano ?
Come si potevano prelevare in Sardegna 5.000 alleati di diritto latino da spedire a combattere contro Perseo ? abbiamo visto tanti Pretori venire in Sardegna ma … quante legioni ?
Gaio Atilio Regolo può essere venuto a definire l’asseto amministravo della Sardegna? (Dopo 12 anni.) Portava le disposizioni del Senato? Portava tecnici e genieri per le misurazioni? Le legioni servivano anche per questo.
Ma che fosse venuto a domare la solita ribellione dei Sardi……NO.
 
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view post Posted on 13/12/2009, 00:13Quote

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E’ innegabile: i Fasti ci ricordano dei trionfi celebrati sui Sardi/Corsi.
Si comincia con il console T.Manlio Torquato nel 234 ( anno 518 fondazione di Roma)
Nel 232 ci fu il secondo trionfo; erano consoli Marco Emilio Lepido e Marco Publicio Malleolo.
L’anno dopo venne in Sardegna il console Marco Pomponio Matone portandosi dietro anche i cani per stanare i ribelli. Tutto raccontato da Zonara.

Tito Livio, nel sommario del libro XX ci ricorda:
I Falisci furono sconfitti in 6 giorni. ( E’ appena finita la Prima Guerra Punica.) Fu dedotta la colonia di Spoleto. Per la prima volta fu portato un esercito contro i Liguri. Fu domata una ribellione dei Sardi e Corsi. La vestale Tuccia fu condannata. Fu dichiarata guerra agli Illiri per l’uccisione di un ambasciatore. ( E siamo al 229. ) Il numero dei Pretori fu portato a 4. Furono sterminati i Galli Transalpini che avevano invaso l’Italia. Gli Illiri si erano ribellati e furono costretti alla resa.Il Censore Gaio Flaminio aprì la via Flaminia e costruì il Circo Flaminio. Nel territorio strappato ai Galli furono dedotte le colonie di Piacenza e Cremona.
Livio ci ricorda una ribellione dei Sardi e Corsi; una sola.

Non c’è nessun accenno ai Cartaginesi. Come dire che le ribellioni erano opera dei Sardi o dei Corsi; i poveri isolani scendevano dai monti etc etc. Io credo, invece, che i Cartaginesi ebbero un ruolo fondamentale tanto da spingere Roma a intervenire con le legioni. Troppi interessi in gioco.Alla fine Roma fu costretta ad andare in Spagna, da Asdrubale direttamente, e fu stipulato il famoso trattato. Non certamente a Cartagine.

Solino ci ricorda che il primo Pretore che venne in Sardegna fu Marco Valerio nell’anno 526 Uc.: era il 227 aC.; erano Consoli Publio Valerio Flacco e Marco Atilio Regolo.
Nel 226 e fu stipulato il trattato tra Roma e Asdrubale
Nel 225 in Sardegna troviamo il console Gaio Atilio Regolo con le Legioni.
Poi…. Buio!
E’ l’anno di Canne: è il 216; sono consoli Gaio Terenzio Varrone e Lucio Emilio Paolo. Questi sono i 4 pretori: Publio Furio Filo (pretura urbana)- Marco Pomponio Matone (questioni Romani e Stranieri)- Marco Claudio Marcello per la Sicilia e Lucio Postumio Albino per la Gallia. Solo nel 215 troviamo il primo pretore designato per la Sardegna: Quinto Mucio Scevola.
A che titolo si trovava in Sardegna Cornelio Mamula ? e da quanti anni ?
E siamo arrivati al periodo di Ampsicora; il nostro punto di partenza.
 
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view post Posted on 14/12/2009, 19:56Quote

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Riassunto... di chiusura argomento.

Diciamola così:

Amilcare Barca se ne va in Spagna. ( Perché ?? )
Siamo nel 237: è l’anno del trattato tra Roma e gli Iliensi… Troiani.
I Cartaginesi che erano in Sardegna non erano d’accordo a passare sotto il controllo romano. Troppi legami commerciali. Ci dev’essere stato un bel via vai di navi tra la Spagna e la Sardegna.
Zonara , che ha come fonte, i frammenti di Dione Cassio, ci ricorda quanti Consoli vennero a trionfare. Ci sono diverse “sviste” già segnalate ma il quadro generale degli avvenimenti è quello.
Una ribellione dei Sardi e dei Corsi c’è stata; la segnala anche Tito Livio.
Nel 227 venne un Pretore. Nel 226 si fece un bel trattato tra Roma e Asdrubale che aveva preso il comando in Spagna. Il Senato cartaginese fu scavalcato. Nel 225 troviamo un altro Console in Sardegna con tanto di esercito. Roma stà facendo il conto su quante persone può contare per affrontare i Galli. Gaio Atilio Regolo, sbarcato a Pisa, si trovò di fronte i Galli inseguiti dai Romani. Nella battaglia di Talamone fu decapitato e la sua testa fu utilizzata come trofeo.
In Sardegna non ci dovrebbero essere eserciti romani.
Nel 219 inizia l’assedio di Sagunto. I Romani vanno a reclamare a Cartagine. I Senatori di Cartagine sono furenti: ….si Saguntinos vetustissimae Carthaginiensium societati praeponat..
Il Senato di Cartagine ricorda ai Romani gli antichissimi trattati . Del trattato con Asdrubale non sanno nulla di ufficiale; etc etc . Nel 218 ci fu lo scontro sulla Trebbia e sul Ticino. In questo anno, lo afferma Polibio, Roma decise di mandare eserciti in Sicilia e Sardegna; e venne Cornelio Mamula che sarà costretto ad elemosinare l’abbigliamento per le sue truppe agli Alleati sardi.
Roma se la passava malissimo. Nel 215 gli fu dato il cambio da Quinto Mucio Scevola. I Cartaginesi seguitavano a sobillare i Sardi. E’ il periodo di Ampsicora e Quinto Ennio; questa volta intervengono con tanto di esercito.
Annibale farà, poi, un bel trattato con Filippo: giurò su Iolao. Che strano!

Diciamo che viene raccontata in maniera, leggermente, diversa.
 
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view post Posted on 16/12/2009, 19:02Quote

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Cara Redazione... serve una mano :

datosi che il console Caio Atilio Regolo , quello della Prima Guerra Punica, quello della botte… lasciò due figli: Caio e Marco, Attilio Regolo, e che Caio Atilio Regolo morì, e fu decapitato, nella battaglia di Talamone nel 225….mentre il fratello Marco Atilio Regolo fu console nel 217…. Il pretore Caio Atilio che intervenne a Tannetum nel 218 ( ricordato da Livio XXI -25) chi era ?
Mistero.
Forse era il fratello Marco ?

è un'altra persona non legata alla famiglia ??

Come non detto. Ho trovato: era C.Atilius Serrano. Era Pontefice, plebeo e si candidò al consolato nell'anno 216 (quello di Varrone e di Canne).

XXI 62 : Livio ricorda inoltre che il pretore C.Atilius Serranus fu incaricato....
però:…
Livio - libro XXII 35:
I candidati patrizi al consolato erano tre : Publio Cornelio Merenda, Lucio Manlio Vulsone e Marco Emilio Lepido ma si presentarono anche due plebei le cui famiglie erano da tempo associate alla nobiltà: Gaio Atilio Serrano e Quinto Elio Peto; il primo pontefice e l’altro augure…. ( Varrone era stato già eletto)

Da come vengono presentati i due candidati plebei.. sembrerebbe che non avessero rivestito altri incarichi. Se Gaio Atilio Serrano fosse stato, già, Pretore credo che Livio lo avrebbe presentato in un altro modo.
E qui ho avuto quella sensazione ... che mi diceva di ricontrollare tutto. Solo una sensazione.
Caio Atilio Serrano era Pontefice; era il Pretore del 218, si candidò al consolato nel 216 e morì a Canne. Tutto limpido.

Ricordo che il numero dei Pretori era di quattro nel 216.
Publio Furio Filo ebbe la Pretura Urbana.
Marco Pomponio Matone per le questioni tra cittadini romani e stranieri.
Marco Claudio Marcello ebbe la Sicilia.
Lucio Postumio Albino ebbe la Gallia.

Non si parla di Sardegna, di proroghe o altro per Cornelio Mamula che, ufficialmente, era il Pretore che operava nell’Isola.

Chiarito il tutto… non resta che capire dove Annibale attraversò le Alpi.

Edited by diSognatore - 18/12/2009, 13:13
 
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