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Nazca, i misteri delle linee
view post Posted on 29/1/2009, 16:23Quote
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IL CASO
Nazca, i misteri delle linee
"Erano cammini sacri"
In Perù quasi 2000 anni fa gli indigeni tracciarono strade
a forma d'animali. E le teorie sugli extraterrestri...

di SARA FICOCELLI

ROMA - È il mistero più dibattuto della civiltà
precolombiana: le linee di Nazca, nel Perù meridionale, si
estendono per 400 chilometri quadrati. Ma per ammirarle
bisogna salire su un piccolo aereo o su una mongolfiera. E
per capirle va fatto un salto nel tempo di oltre 2000 anni.
L'archeologo Tomasz Gorka, dell'università di Monaco, come
riferisce la rivista New Scientist, è arrivato a una
conclusione: il colibrì, la scimmia, il ragno, il condor e
tutte le altre figure erano il tracciato di cammini sacri.
Vanno in archivio, fino a prova contraria, le teorie
sull'arrivo di extraterrestri o creature sconosciute. Anche
se il dubbio resta: enormi disegni visibili solo dall'alto,
nessuna montagna nelle vicinanze. Uno spettacolo
affascinante che attira migliaia di turisti ogni anno.

LE IMMAGINI DI NAZCA

"Le linee di Nazca erano dei sentieri rituali, questo è già
stato segnalato in passato - spiega Giuseppe Orefici,
direttore del Centro Italiano Studi e Ricerche
Precolombiane - la simbologia raffigurata è infatti la
stessa che troviamo sugli oggetti di terracotta. Si tratta
di immagini che invocano la divinità, realizzate con un
sistema molto semplice, cioè rimuovendo le pietre
contenenti ossidi di ferro dalla superficie del deserto".

Gorka ha analizzato cinque geoglifi, concentrandosi sulle
figure trapezoidali e misurando le anomalie del campo
magnetico terrestre provocate da alcuni cambiamenti della
densità del suolo a varie profondità. Lui e la sua équipe
hanno percorso l'intero sito archeologico palmo su palmo
con rilevatori terrestri manuali. "Abbiamo trovato molte
altre linee - ha spiegato - all'interno delle figure
trapezoidali, che non è possibile vedere neppure dall'alto.
I geoglifi che osserviamo oggi sono l'ultimo stadio di un
lungo processo di costruzione durante il quale l'intero
complesso di disegni è stato costantemente modificato,
rimodellato, cancellato e stravolto da un utilizzo
progressivo".

In pratica i Nazca celebravano l'orca marina, il felino e
tutte le altre divinità legate al culto dell'acqua e della
fertilità camminando. Per chilometri e chilometri. Del
resto, a questa antica civiltà peruviana fiorita fra il 300
a. C. e il 700 d. C. piaceva organizzare le cose in grande.
Durante le feste religiose, per raccogliere i fedeli
distribuiti su un territorio largo 1000 chilometri e
altrettanto lungo si usava il gigantesco centro cerimoniale
di Cahuachi, che però venne distrutto da un'alluvione nel
450 d. C. A quel punto i Nazca decisero di celebrare le
divinità utilizzando solo i cammini sacri, oggi
definiti "linee di Nazca", per gli indigeni "il deserto che
parla". Le linee sono state realizzare con un tracciato
unico, ad un'unica entrata e un'unica uscita, e ogni
disegno finisce così come comincia. Questo è stato uno dei
primi indizi che hanno portato alla teoria dei percorsi
calpestabili. Tutto è stato realizzato rimuovendo le pietre
dalla superficie del deserto e creando un contrasto con il
pietrisco sottostante, più chiaro. La pianura di Nazca è
ventosa, ma le rocce della superficie assorbono bene il
calore e permettono all'aria di alzarsi, proteggendo il
suolo. Grazie a questo sistema i disegni giganti sono
rimasti intatti per migliaia di anni.

Il primo ad avvistarli fu l'aviatore Toribio Mija nel 1927,
durante uno dei primi voli di linea sull'area. A lui
sembrarono subito strade, ma gli studiosi impiegarono anni
prima di cominciare a capirci qualcosa. Nel 1939
l'archeologo americano Paul Kosok studiò le linee
trapezoidali ma solamente dal 1946, grazie alla tedesca
Maria Reiche, si fecero ricerche approfondite sul loro
significato. Secondo l'astrologa dietro linee e disegni ci
sarebbe un calendario astronomico, e c'è addirittura chi
pensa si tratti di piste d'atterraggio per extraterrestri.
Come se non fosse abbastanza incredibile la teoria di un
popolo che disegna se stesso per parlare con Dio.

(28 gennaio 2009) Tutti gli articoli di Scienze
 
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view post Posted on 30/1/2009, 09:48Quote

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Però... i pensionati si debbono accontentare di sorvolare la zona con i programmi virtuali. ( Googlemaps ad esempio. ) . Controllate bene tutto. Chissà...
 
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view post Posted on 3/3/2009, 10:29Quote
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Nazca, scoperta la "grande offerta"
omaggi agli dei prima della fine
di CINZIA DALMASO

Multimedia
LE FOTO
CAPIVANO che la fine era vicina. Avevano già subito due
alluvioni e un terremoto, e sapevano che le piramidi in
terra cruda di Cahuachi non avrebbero retto ancora a lungo.
Il cuore della terra del popolo nazca (vissuto nell'attuale
Perù meridionale tra il 400 a. C. e il 500 d. C.), il
centro cerimoniale che dettava le regole del loro Stato
teocratico, stava per essere definitivamente sommerso da
piogge continue ed enormi colate di fango.

Era più o meno il 400 d. C. e i sacerdoti tentarono il
tutto e per tutto, si affidarono alla divinità come mai
avevano fatto prima. Nel coprire di terra e sigillare una
piramide già deteriorata (la cosiddetta "Piramide Arancio"
dal colore dell'argilla con cui fu costruita), vi offrirono
i loro beni più preziosi: un centinaio di vasi in ceramica
raffinatissimi, 34 spettacolari zucche incise e dipinte,
tessuti, cesti, oggetti d'oro e persino un uomo e un bimbo.
Offerte umane per placare l'ira funesta degli dei.

Gettarono tutto in una fossa enorme, la "grande offerta",
come la chiama l'archeologo Giuseppe Orefici che negli
ultimi mesi l'ha portata alla luce. "Scoperta sensazionale"
anche a detta di Orefici che ai sensazionalismi è abituato:
in 27 anni di ricerche a Cahuachi del suo Projecto Nazca
(finanziato dal nostro Ministero degli affari esteri e dal
Gabriel Trust elvetico), ha trovato centinaia di tessuti
dipinti veramente unici, ceramiche enormi e spettacolari,
sacrifici collettivi di animali. "Ma in genere abbiamo
trovato vasi in ceramica rotti, perché i pellegrini
volevano essere certi che la loro offerta non venisse
riutilizzata - spiega Orefici - Mentre tutto ciò che
compone la grande offerta, oltre 200 oggetti, è
assolutamente integro".

E le immagini di quegli oggetti saranno ammirate da chi
domenica 1 marzo parteciperà a Firenze al settimo Incontro
nazionale della rivista Archeologia Viva, il consueto
appuntamento annuale con i protagonisti della grande
archeologia e delle grandi scoperte. A Firenze ci saranno
anche Enzo Rizzo e Nicola Masini, i ricercatori del Cnr che
dall'anno scorso supportano le ricerche nella desertica
terra dei Nazca con la loro tecnica innovativa di
elaborazione di immagini satellitari ad alta risoluzione.

Già nell'ottobre scorso avevano annunciato la scoperta di
nuove piramidi in una valle a un paio di chilometri di
distanza dall'immenso centro cerimoniale di Cahuachi, che
risulta dunque ancora più grande dei già incredibili 24
chilometri quadrati con addirittura 34 gruppi di piramidi.
Enorme soprattutto se si pensa che non era affatto una
città, come abitualmente si dice, ma solo un luogo di
cerimonie religiose dove affluivano pellegrini da tutto il
mondo nazca, portavano prodotti della terra e ricevevano in
cambio oggetti preziosi da offrire ritualmente agli dei.
Non si sono trovati neppure focolari e si pensa che persino
il cibo venisse portato ai sacerdoti dall'esterno già
cotto.

Cahuachi era il fulcro di un sistema di governo teocratico
capace di controllare con poche semplici regole un
territorio immenso. Finché le alluvioni troppo violente e
frequenti travolsero irreparabilmente edifici e muri fatti
di friabile terra cruda. A nulla valsero le "grandi
offerte" che furono forse diverse e ripetute negli ultimi
concitati e drammatici decenni di vita del centro. Rizzo e
Masini confidano di individuarle con prospezioni
geofisiche, e già domenica a Firenze mostreranno i segnali
che paiono identificare un gran numero di ceramiche sepolte
non lontano dalla grande offerta. Era forse anche lei
ancora più grande? Per averne la certezza bisogna scavare.
Al più presto.


I Nazca
- Vissero lungo la costa desertica del Perù meridionale dal
400 a. C. al 550 d. C.
- Sono famosi per le linee che disegnano sul terreno
desertico enormi figure, soprattutto animali sacri ai
nazca. Visibili solo dall'aereo. Si è detto persino che
furono disegnate da extraterrestri, ma ora la teoria più
accreditata li considera dei cammini sacri realizzati dai
nazca rimuovendo le pietre più scure dalla superficie del
deserto.
- Realizzarono ceramiche raffinatissime, soprattutto vasi
modellati nelle forme degli animali sacri.
- Usavano deformare le teste stringendole in fasce di pelle
di lama. Finora si credeva che fossero teste di nemici
uccisi, ma ricercatori del Chicago Field Museum hanno
appena dimostrato che i Nazca applicavano tale pratica su
se stessi, e chi aveva il cranio così deformato si immolava
forse volontariamente agli dei.

Cahuachi
- Era il centro cerimoniale più grande e più importante dei
Nazca, il cuore del loro sistema di governo teocratico.
- È il più grande centro cerimoniale al mondo costruito con
mattoni crudi.
- Si estendeva su 24 kmq e comprendeva 34 gruppi di
piramidi.
- Serviva solo per le cerimonie e le offerte religiose. La
vita vera si svolgeva tutta all'esterno.
- La scoperta più antica risale al 4280 a. C.: il corpo
sacrificato di una donna, a cui furono amputati le gambe e
il bacino. Già allora Cahuachi era luogo sacro.
- Fu abbandonato verso il 400 d. C., forse a causa di una
serie ripetuta di alluvioni e terremoti che distrussero i
suoi edifici.

La scoperta
La "grande offerta", una fossa di 4 x 2 metri, profonda
circa 3 metri, con dentro circa 200 oggetti:
- un centinaio di vasi di ceramica decorati, perlopiù
ancora intatti
- 34 zucche dipinte con colori resinosi vivacissimi, le
prime mai rinvenute nella terra dei Nazca.
- 30 enormi cesti di vimini.
- Moltissimi tessuti, la maggior parte ancora da aprire.
Alcuni sono molto grandi (circa 1,80 x 1,60 metri) e sono
quasi tutti dipinti, una vera rarità tra i nazca. Uniti
agli altri tessuti trovati in passato (diverse centinaia)
formano la maggiore collezione al mondo di tessuti nazca
dipinti.
- Un cucchiaio e una coppa d'oro.
- Il corpo di un uomo sepolto in posizione fetale, con la
testa mozzata e sepolta a parte, e quello di un bambino di
due anni avvolto in un grande tessuto.
 
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